.
Annunci online

Brucaliffo [ Feed your head: Disinformation is a weapon of mass destruction ]
 



Roz Angeles, Lombardia


New Brunswick, NJ


Ramat Gan, Isr 




?????:Srulik0.jpg
--------------------
Perché
Feed your Head?
ovvero: whiterabbit


Quando insegui un coniglio
e sai di stare cadendo
vai a raccontare
che è stato un Brucaliffo
che fumava il Narghilé
a chaimarti...

Quando i pezzi della scacchiera
si alzano
e ti dicono dove andare
e hai appena preso un fungo
e la tua mente si muove lenta...

Quando la logica e le proporzioni
si sono addormentate
e il Cavaliere Bianco
parla al contrario
e la Regina di Cuori
perde la testa...

Ricorda
ciò che ha detto il ghiro:
Nutri la tua mente
Nutri la tua mente
Nutri la tua mente

.White Rabbit.JaffersonAirplane



14 gennaio 2009


Hallo Europa? Dov'eri quando servivi?

Potete dare la colpa agli israeliani, opppure ai palestinesi. E' lo stesso, a questo punto non so più cosa pensare.
Però vorrei puntualizzare una cosa sulla comunità internazionale, che oggi chiede a gran voce una tregua e dà lezioni di moralità. E per carità, fa pure bene.

Ma se siamo arrivati a questo punto è anche colpa della comunità internazionale (hallo Europa?) che ha girato la testa dall'altra parte per anni.

Nonostante gli accordi di Annapolis, il processo di pace è andato in stallo. Pure sul campo la situazione deteriorava: per anni Hamas lanciato i razzi su Israele, Israele ha continuato ad espandere le colonie in Cisgiordania. Le solite storie.

E la comunità internazionale cosa ha fatto? Niente. Meglio fare finta che vada tutto bene. "tanto è un conflitto a bassa intensità", ci sono pochi morti.  Le solite storie, appunto.

Poi la situazione è esplosa, e tutti sono caduti dal pero. Ora si chiede una tregua e ci si indigna: giustamente, però un tantino in ritarno.

La comunità internazionale avrebbe dovuto intervenire PRIMA che si arrivasse a tutti questo, no?
Avrebbe dovuto CAPIRE che si andava a finire così, con un massacro, da ambo le parti (a quelli che "muoiono pochi israeliani", ricordo che negli ultimi 4 giorni sono state centrate 3 scuole israeliane, se i bambini si sono salvati è merito di chi li ha evacuati)

Perché i conflitti non rimangono mai "a bassa intensità"... non ci vuole un genio per capirlo.




permalink | inviato da Brucaliffo il 14/1/2009 alle 10:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


13 gennaio 2009


Due domande

"Come si fa la pace con chi sembra non volerla?"
"Come si vince una guerra quando l'altra parte è convinta di avere il tempo dalla sua parte?"

TIME magazine sul "perché Israele non può vincere la guerra"
Segnalato da http://www.mariosechi.net




permalink | inviato da Brucaliffo il 13/1/2009 alle 11:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


16 luglio 2008


Kaddish

BEIRUT - Nei pressi di Capo Naqura, il valico costiero di frontiera tra Libano e Israele, è iniziata l'operazione di scambio di prigionieri tra il movimento sciita Hezbollah e Israele. Il movimento sciita Hezbollah ha consegnato le bare dei due soldati israeliani, Ehud Goldwasser e Eldav Regev, catturati dai miliziani del Partito di Dio nel 2006. (da Repubblica.it)

«Strange now to think of you, gone without corsets & eyes, while I walk on
the sunny pavement of Greenwich Village.
downtown Manhattan, clear winter noon, and I've been up all night, talking,
talking, reading the Kaddish aloud, listening to Ray Charles blues
shout blind on the phonograph
the rhythm the rhythm--and your memory in my head three years after--
And read Adonais' last triumphant stanzas aloud--wept, realizing
how we suffer--
And how Death is that remedy all singers dream of, sing, remember,
prophesy as in the Hebrew Anthem, or the Buddhist Book of An-
swers»
KADDISH, di Allen Ginsberg

Il Kaddish è una delle più importanti pregiere ebraiche.
Deve essere recitato dai figli, dal coniuge o dai genitori del defunto. Gli altri membri della famiglia e gli amici possono unirsi alle persone in lutto durante la recitazione. Se il defunto non ha parenti, il Kaddish puo' essere recitato dagli amici o dal rabbino.




permalink | inviato da Brucaliffo il 16/7/2008 alle 10:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


14 maggio 2008


Bruco radio

Oggi Radio Tre Mondo ha dedicato la puntata  al Libano. Tra gli altri ospiti, incluso il parlamentare indipendente Ahdab Misbah, c'ero pure io. Che, nel mio piccolo, ho tentato di spiegare perché, una volta tanto, l'interesse di israeliani e libanesi coincidono.
Chi volesse ascoltare la puntata in podcast può farlo qui. (Oppure cercare in archivio data 14/05/2008)




permalink | inviato da Brucaliffo il 14/5/2008 alle 15:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


8 maggio 2008


Buon compleanno Israele

Illustrazione di Eli Kameli Tel Aviv.

Com'è cambiata l'immagine dell'israeliano medio (vedi la vecchia foto di Srulik qui a fianco)




permalink | inviato da Brucaliffo il 8/5/2008 alle 15:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


3 marzo 2008


Domanda più che lecita

«Che strano, ho pensato, nonostante Tel Aviv non sia molto distante da Ashkelon e da Sderot, e neppure da Gaza, non riesco a sentire boati di razzi Qassam che cadono sulle città israeliane o il rombo dell'incursione delle forze armate ma solo il cinguettio di uccellini in un'altra giornata primaverile arrivata con un po' di anticipo. Quando sono tornato a casa lo schermo del mio computer proclamava che 35 palestinesi, 7 dei quali bambini, erano morti, e che Hamas aveva lanciato più di cento razzi sulle città israeliane. Quei 35 morti garantiranno forse la sicurezza delle città israeliane? Ne dubito. E i cento razzi lanciati da Hamas assicureranno la libertà al popolo palestinese? Ipotesi ancora più assurda. Perché allora le due parti continuano su questa via?»

Etgar Keret, sul CorSera di ieri




permalink | inviato da Brucaliffo il 3/3/2008 alle 10:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


3 marzo 2008


Buonanotte Gaza

Vorrei avere qualcosa di sensato da scrivere su quello che sta accadendo a Gaza, a Sderot, ad Ashkelon. Sarebbe comodo scrivere che l'Onu e l'Unione europea fanno bene a dare addosso a Olmert, che non c'è giustificazione a una strage. Oppure, vista la mia posizione, sarebbe comodo ricordare che sono stati Hamas e la Jihad islamica a cominciare i bombardamenti, che anche Israele ha subito perdite innocenti e che ora ha il diritto di difendersi con ogni mezzo.
La verità è che non so proprio cosa pensare, che forse davvero ha ragione chi critica Israele, che è orribile quello che sta accedendo a Gaza, ma che è un po' comodo dare addosso al governo Olmert quando non si è fatto nulla per fermare i bombardamenti sulle città israeliane. In fondo, è sempre stata questa la tragedia di Gaza (ne parlo più a lungo qui): da lì cominciano le peggiori violenze contro i civili israeliani, e Israele risponde, talvolta con la violenza diretta (come è successo ora), altre volte chiudendo le frontiere e tagliando l'elettricità. E più Israele li punisce, più la rabbia e il dolore dei palestinesi esplodono...

E' disumano, ma quale paese aprirebbe le porte e fornirebbe energia a una nazione che, come lo Stato di Hamas, gli ha dichiarato guerra? E' ridicolo pensare che il benessere di Gaza possa rimanere affidato alle coscienze israeliane: il circolo vizioso resterà eterno, finché la comunità internazionale non si assumerà qualche responsabilità.

Oggi, tra le molte brutte notizie, è successo qualcosa di nuovo: dopo anni di chiusure pilatesche, l'Egitto si è finalmente preso l'impegno di aprire le frontiere con tutti i rischi che questo comporta. Forse c'è ancora un po' di speranza.




permalink | inviato da Brucaliffo il 3/3/2008 alle 0:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


12 settembre 2007


Il cuore oltre l'ostacolo

A Washington si discute del ritiro dall’Iraq e in Medio Oriente si comincia a pensare al dopo. Senza più pressioni americane, i paesi arabi possono sostenere apertamente i sunniti, mentre la Turchia avrà presto mano libera sul Kurdistan iracheno, trasformato in un santuario del Pkk. L’Iran, che già controlla gran parte del paese, ha tutto da perdere e poco da guadagnare, tanto che Teheran e Al-Sadr attaccano a parole Bush, ma sul campo non hanno mai provato a cacciarlo. Chi, da sinistra, sostenne l’invasione ora si sente in colpa (e fa bene)

Questo e altro domani su Diplomatique


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. iran iraq turchia sadr

permalink | inviato da Brucaliffo il 12/9/2007 alle 20:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


3 settembre 2007


Un asilo, a Sderot

Non è la prima volta che un razzo Qassam cade vicino a una scuola di Sderot. Eppure, ammesso e non concesso che ci si possa abituare all'idea che qualcuno sia capace di bombardare di proposito dei bambini, l'episodio di oggi è di gran lunga il più disgustoso in anni di bombardamenti di Sderot: la Jihad islamica ha lanciato razzi su un asilo nido. Sul loro sito, nella rivendicazione dell'attentato, si leggeva che "i Qassam sono un regalo per l'inizio dell'anno scolastico" 

An IDF soldier and a civilian evacuating babies from a day care center in Sderot on Monday.(Almog Sugavker)

Last update - 13:27 03/09/2007
Qassam rocket lands near day care center in Sderot
By Amos Harel, Haaretz Correspondent, and The Associated Press

Israel Defense Forces soldiers scrambled to evacuate babies from a day care center in rocket-scarred Sderot on Monday after a Qassam rocket fired by Palestinian militants in the Gaza Strip thudded into its courtyard. 
The rocket was one of seven to be fired from the Gaza Strip into the western Negev on Monday. The Islamic Jihad militant group claimed responsibility for the rocket attacks, calling them "a gift for the opening of the school year."


Il resto dell'articolo lo trovate
qui




permalink | inviato da Brucaliffo il 3/9/2007 alle 13:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


17 luglio 2007


La società aperta e i suoi nemici

Ieri la TV di Stato iraniana ha dato in pasto ai telespettatori le "confessioni" (non si sa bene in che modo ottenute) dei due professori iraniano-americani prigionieri a Teheran, Haleh Esfandiari e Kian Tajbakhsh, colpevoli di incoraggiare il dissenso verso il regime degli ayatollah e di simpatizzare per l'organizzazione Open Society, di Soros.
Nel caso della signora Esfandiari, ci sarebbe anche l' "aggravante" di avere preso parte attiva alla rivoluzione (pacifica e democratica) in Georgia.

Ne parla oggi il Corriere della Sera, ma non trovo una versione su internet. Ecco un estratto dell'articolo del Guardian

Iran TV Shows Detained Iranian-Americans


Monday July 16, 2007 1:31 PM

By NASSER KARIMI

Associated Press Writer

TEHRAN, Iran (AP) - Iranian state-run television broadcast clips on Monday of two Iranian-Americans being held on charges of endangering national security, mixing footage of the detainees with images of civil unrest and revolution.

The video was a preview of a program called ``Under the Name of Democracy'' that state television indicated would be broadcast on Wednesday.

Haleh Esfandiari and Kian Tajbakhsh were shown separately, both in what appeared to be homes and wearing civilian attire. Clips of the two, speaking in Farsi, were shown intermittently throughout the video.

``I was an element in the velvet revolution in Georgia,'' said Esfandiari at one point. The broadcast made no reference to the context of her comments.

Esfandiari, director of the Middle East program at the Woodrow Wilson International Center for Scholars, was jailed in early May.

Il resto lo potete leggere qui.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. iran esfandiari soros open society

permalink | inviato da Brucaliffo il 17/7/2007 alle 12:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     luglio